Dignità lavorativa: l'attività ANOE


ANOE promuove e sostiene la diffusione di iniziative che portino ad un miglioramento delle condizioni lavorative degli odontoiatri, soprattutto di quelli più giovani.

 

Gli odontoiatri regolarmente iscritti all’Albo sono attualmente 60.000 di cui circa 500 lavorano direttamente o indirettamente per il SSN, la maggior parte ha una età compresa tra i 56 ed i 64 anni.

Se in passato l’odontoiatria rappresentava una branca medica di ripiego (semplice e proficua), oggi ha subito una drastica evoluzione. L’istituzione dell’apposito corso di laurea, l’inserimento del numero chiuso (difficile da bypassare) ha formato professionisti qualificati e ridotto l’ereditarietà. Contemporaneamente, l’aumento della complessità diagnostica e terapeutica, la barriera economica all’avvio di un’attività indipendente, il proliferare d’iniziative speculative, la tendenza all’assistenza integrativa, la riduzione della disponibilità economica procapite hanno influito negativamente sull’occupazione non solo in termini di posizioni lavorative disponibili ma anche sulla qualità del lavoro. La maggior parte dei giovani odontoiatri sono sottoccupati, molti pur lavorando come dipendenti sono inquadrati come liberi professionisti, alcuni sono costretti a proporsi come igienisti o si spostano all’estero. La disoccupazione/sottoccupazione degli odontoiatri alimenta la concorrenza alla parcella più bassa, linfa della guerra sul costo finale delle terapie tra le grandi aziende private (e di sicuro spinge alcuni ad incorrere nel concorso in abuso di professione sanitaria).

- Lotta alle false partite IVA

La maggior parte degli odontoiatri under-40 lavora in regime di subordinazione nei confronti di altri colleghi o società. Nessuno però è inquadrato come lavoratore dipendente. Se per alcuni è una scelta, per molti è un obbligo. La recente Riforma del Lavoro , cosiddetta Riforma Fornero, individua tre criteri per discriminare i rapporti lavorativi  “paritari”  da quelli subordinati: 1) la durata della collaborazione (superiore agli otto mesi per due anni consecutivi); 2) il corrispettivo della collaborazione (almeno l'80% del ricavato di due anni solari consecutivi); 3) l'uso di una postazione fissa di lavoro.

 La stessa Riforma però esclude gli iscritti ad un albo professionale, come gli odontoiatri, dalla presunzione di “falsa partita IVA”, legittimando di fatto l’esistenza di rapporti lavorativi privi anche dei più elementari diritti.  

ANOE lotta per l’emersione e la regolarizzazione dei rapporti lavorativi in regime di subordinazione  mascherati da collaborazione.La maggior parte degli odontoiatri under-40 lavora in regime di subordinazione nei confronti di altri colleghi o società. Nessuno però è inquadrato come lavoratore dipendente. Se per alcuni è una scelta, per molti è un obbligo. La recente Riforma del Lavoro , cosiddetta Riforma Fornero, individua tre criteri per discriminare i rapporti lavorativi  “paritari”  da quelli subordinati: 1) la durata della collaborazione (superiore agli otto mesi per due anni consecutivi); 2) il corrispettivo della collaborazione (almeno l'80% del ricavato di due anni solari consecutivi); 3) l'uso di una postazione fissa di lavoro.

 La stessa Riforma però esclude gli iscritti ad un albo professionale, come gli odontoiatri, dalla presunzione di “falsa partita IVA”, legittimando di fatto l’esistenza di rapporti lavorativi privi anche dei più elementari diritti.  

ANOE lotta nelle sedi istituzionali per l’emersione e la regolarizzazione dei rapporti lavorativi in regime di subordinazione  mascherati da collaborazione.

Decreto Ministero del Lavoro detto Riforma Fornero pg.1
Decreto Ministero del Lavoro detto Riforma Fornero pg.1
Decreto Ministero del Lavoro detto Riforma Fornero pg.2
Decreto Ministero del Lavoro detto Riforma Fornero pg.2

- Lotta all'abusivismo odontoiatrico

 Il fenomeno dell’abusivismo odontoiatrico in Italia risulta particolarmente diffuso, sono circa 300 all’anno i nuovi casi individuati (dati NAS) a fronte di un totale di circa 15.000 soggetti operanti in regime di illegalità  (stima CAO - Commissione Albo Odontoiatri).

L’Abusivo esercizio di una professione è un delitto disciplinato dall’art. 348 del Codice Penale Italiano, che punisce “chiunque eserciti una professione per l’esercizio della quale è prevista l’ammissione ed iscrizione a speciali albi o elenchi, senza esserne stato abilitato a norma di legge”.  A fronte di un delitto così lesivo dell’interesse collettivo, sia in termini economici, sia soprattutto in termini di salute pubblica e di sicurezza, il codice penale punisce l’autore del reato con una pena particolarmente tenue, con la possibilità della reclusione fino a sei mesi o una multa da euro 103 a euro 516, totalmente inadeguata anche soltanto a scoraggiare tali comportamenti

 

ANOE sottolinea come, secondo l’esperienza dei Carabinieri del Nas, l’abusivismo odontoiatrico  si incardina principalmente ad opera di odontotecnici con elevate disponibilità economiche che acquistano studi ed attrezzature affidando “formalmente” l’attività nella maggior parte dei casi a giovani laureati in odontoiatria (i cosiddetti prestanomi). Se concorrere ad un reato, come nel caso dell’abusivismo, dipende dalla propria serietà personale e professionale, l’attuale situazione  occupazionale può incentivarne la propensione dettata da uno stato di necessità.  

 

 

Già dal 2008 giacciono in Parlamento iniziative per inasprire le pene previste, anche per chi è complice del fenomeno, e creare efficaci deterrenti al fine di eliminare la piaga dell’abusivismo. Le modifiche all’articolo 348 già approvate in Senato si sono arenate alla Camera. ANOE sostiene il completamento dell’iter parlamentare esercitando pressione diretta  sulle Istituzioni.

Disegno di Legge N.471 Marinello
Disegno di Legge N.471 Marinello
Disegno di Legge N.730 Barani
Disegno di Legge N.730 Barani

- Riduzione barriere economiche all'ingresso lavorativo

In considerazione del fatto che l'assistenza odontoiatrica in Italia è essenzialmente basata sulla libera iniziativa privata, l'accesso al mondo del lavoro, soprattutto per i più giovani, è impedito da barriere economiche sempre più insormontabili. Tale condizione favorisce gli speculatori ed i grandi capitali, spesso a discapito della qualità delle prestazioni erogate e delle condizioni lavorative. ANOE ha allo studio progetti e collaborazioni per ridurre le difficoltà d'inserimento lavorativo generate da discriminazioni economiche.

- Sorveglianza sulle Mafie in odontoiatria

- Sorveglianza sull'RC professionale

 

Dal 14 agosto 2014 tutti i liberi professionisti della sanità sono tenuti a sottoscrivere una polizza per danni causati a terzi nell'esercizio professionale (RC professionale).  

All'articolo 5 il DPR 137/2012 disciplina così l'obbligo di assicurazione: " Il professionista e' tenuto a stipulare, anche per il tramite di convenzioni collettive negoziate dai consigli nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti, idonea assicurazione per i danni derivanti al cliente dall'esercizio dell'attivita' professionale, comprese le attivita' di custodia di documenti e valori ricevuti dal cliente stesso. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell'assunzione dell'incarico, gli estremi della polizza professionale, il relativo massimale e ogni variazione successiva". 

La violazione delle predette disposizioni costituisce "illecito disciplinare", che sarà valutato dall'Ordine professionale di competenza (l’obbligatorietà dell’RC professionale è inserita anche nel nuovo Codice di Deontologia Medica – art 54).